L’epigrafe di piazza S. Zaccaria Papa/5 – Tullio Serafini

epigrafe-s-zaccaria-papaL’ottavo nome della lista: Tullio Serafini.
Tullio Serafini nasce a Roma il 25 settembre 1898, figlio di Nazzareno Serafini e Clorinda Speranza.
Il suo mestiere è quello di muratore.
Un’informativa della polizia attesta che Tullio Serafini fu sottoposto a sorveglianza speciale e definito “comunista” sin dalla fine degli anni Venti (è fermato dopo un attentato terroristico a Milano):

“Serafini Tullio di Nazzareno fermato per misure di P.S. in seguito all’attentato terroristico di Milano del 12 aprile 1928 – anno IV – e trattenuto sino allo svolgimento delle manifestazioni del Natale di Roma”.

L’attentato del 12 aprile alla Fiera di Milano è un episodio poco conosciuto. Durante la visita del Re Vittorio Emanuele III una bomba esplose tra la folla causando venti morti e quaranta feriti.
La strage rimase senza colpevoli, nonostante un impegno di quindici anni delle forze investigative.
Serafini fu coinvolto nella serie di arresti seguiti all’attentato.

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In seguito all’episodio, e a causa della militanza comunista, Serafini fu costantemente vigilato negli spostamenti e nelle attività lavorative.
Dal 1941, almeno, egli prese residenza a Primavalle, al lotto V.

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Come attesta il periodico “Il Contemporaneo” del febbraio 1964, Serafini cadde durante la difesa di Roma contro le forze tedesche (8-10 settembre 1943), seguita all’armistizio.
Nonostante la sua militanza comunista egli è ricordato nell’epigrafe di Porta Cavalleggeri assieme ad altri caduti del Partito d’Azione.

Bibliografia

– Documenti dell’Archivio di Stato di via Galla Placidia
Giuseppe Mogavero, I muri ricordano: la Resistenza a Roma attraverso le epigrafi, 1943-1945, 2002
Carlo Giacchin, Attentato alla Fiera. Milano 1928, 2009

Per il download dell’intero materiale in pdf cliccare sul link sottostante:

Tullio Serafini

(g.c.)

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Fabio Giannini ha detto:

    Salve sono un nipote diretto di Tullio Serafini, voglio solo mettervi al corrente che dalla testimonianza diretta di mia madre, la figlia, Tullio venne incarcerato in seguito all’attacco dei partigiani presso il carcere militare di Boccea, non è chiaro se vi partecipò, ovvero non lo avrebbe detto a mia madre che in quella epoca aveva 17 anni, durante il rastrellamento venne incarcerata anche mia madre che mi raccontò che dal carcere femminile sentiva frequentemente mitragliate provenienti da regina coeli e tra le quali ella immaginava cadde anche suo padre.
    Mi piacerebbe che qualche storico riuscisse a darmi informazioni certe sulla sua morte magari consultando i registri carcerari di quel periodo. (1943 dopo l’8 settembre)
    Grazie, Fabio Giannini

    Piace a 1 persona

    1. primavalleinrete ha detto:

      Ciao Fabio, dammi un tuo recapito mail scrivendo qui oppure a: diariodiprimavalle@gmail.com

      Mi piace

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