Giuseppe Tanas

Per inquadrare, dal punto di vista storico e sociale, la vicenda dell’uccisione di Giuseppe Tanas (su cui ritorneremo), si presenta uno stralcio dalla tesi specialistica della D.ssa Ilenia Rossini, Un diffuso stato di irrequietezza. Ordine pubblico e conflittualità sociale a Roma (1944-1948), 2010.
Ringraziamo la giovane ricercatrice per la sua disponibilità.

di Ilenia Rossini

Le scarse possibilità lavorative che offriva la città furono all’origine di una situazione di permanente tensione, che a volte sfociò anche in violenti turbamenti dell’ordine pubblico. Protagonisti ne furono i disoccupati e i reduci, che in molti casi unirono le loro lotte per ottenere un posto di lavoro … molti disoccupati avevano trovato, a partire dal 1945, lavoro all’interno dei cantieri del Genio civile, che però non erano molto funzionali alla ricostruzione cittadina e che, inoltre, diventarono presto il centro propulsore di diverse agitazioni di coloro che vi erano occupati e che non volevano veder modificate le loro vantaggiose condizioni lavorative né essere licenziati. Genio civile e disoccupati sono i due termini del binomio che caratterizzò negli anni del dopoguerra il tessuto cittadino …
I disoccupati, inoltre, a partire dall’inizio del 1946 cominciarono a sfilare “giornalmente […] in cortei nell’intento di richiamare l’attenzione del Governo sulle condizioni di estrema precarietà in cui […] si trovano” …
Questa situazione di tensione continuò nei mesi successivi: “disoccupati e reduci, sentendosi materialmente abbandonati, diventano, sotto la minaccia della fame, sempre più irrequieti e danno luogo a continue manifestazioni che nello scorso mese sono state particolarmente eccitate, tanto da provocare un certo turbamento dell‟ordine pubblico” …

L'Unità 06.12.47 prima pagina1.jpg
La prima pagina de “L’Unità” del 6 dicembre 1947

All’inizio di dicembre [1947] … furono organizzati blocchi stradali di disoccupati in tutte le borgate – San Basilio, Ponte Mammolo, Tiburtino III, Primavalle, Pietralata, Quarticciolo, Torpignattara, Donna Olimpia –, lungo le arterie principali della città (1). Il 4 dicembre, sia a Roma che nei Castelli romani, migliaia di lavoratori scesero in piazza a manifestare contro la fame, la disoccupazione e il degrado in cui erano costretti a vivere. Secondo “l’Unità”, queste dimostrazioni spontanee, che si erano manifestate in diverse parti della città, erano state represse dalle forze dell’ordine, anche se sui volti degli agenti si riconosceva “la ripugnanza ad affrontare con mezzi violenti una folla di gente affamata, che chiedeva solo di lavorare” (2). Il giorno successivo si ripeterono le stesse dinamiche. In tutta la città si ebbero cortei, manifestazioni e blocchi stradali, che furono spesso repressi dalla polizia: le forze dell’ordine spararono sulla folla, uccidendo l’operaio di Primavalle Giuseppe Tanas. “L’Unità” commentò seccamente che “ancora una volta Scelba si è macchiato le mani di sangue operaio. La mitraglia del governo dei plutocrati ha colpito uomini, donne e bambini, indiscriminatamente. Un operaio è stato assassinato” (3).
La stessa relazione del questore Pòlito su questi fatti inserì la morte di Giuseppe Tanas nel contesto degli eventi di quei giorni:

Gli incidenti occorsi nel pomeriggio del 5 dicembre u.s. alla Borgata Primavalle, in cui trovò la morte il giovane Giuseppe Tanas […] vanno inseriti nel quadro delle agitazioni economico-sociali verificatesi in questi ultimi tempi in Roma e rincruditesi intorno al 4, 5 e 6 dicembre scorso culminando infine nello sciopero generale dei giorni 11 e 12. In particolare essi ripetono la loro origine immediata dai fatti verificatisi nella mattinata del 5 detto a Ponte Garibaldi dove una folla di disoccupati, moltissimi dei quali scesi dalla Borgata Primavalle, effettuavano una dimostrazione di protesta contro la pretesa incuria delle Autorità Municipali nei confronti delle Borgate periferiche e per invocare provvedimenti governativi per lenire la disoccupazione invernale” (4)

Secondo la relazione del questore, infatti, gli scontri tra la celere che voleva impedire i blocchi stradali e i manifestanti di Primavalle presso ponte Garibaldi avevano generato un desiderio di ritorsione nella popolazione della borgata contro la polizia. Inoltre, durante quella giornata, erano cominciate a girare a Roma alcune voci infondate secondo cui la Celere aveva ucciso, a Trastevere, una donna (in altre versioni un bambino) e che i “celerini” avrebbero ricevuto dei premi per ogni manifestante ucciso. Fu in questo clima teso ed esasperato che i manifestanti tornarono a Primavalle, dove cominciarono a fare dei blocchi stradali: per impedirli, furono mandati 50 allievi di polizia, in quanto la Celere era impegnata in altre zone della città. Subito questi agenti diventarono oggetto, secondo Pòlito, di un fitto lancio di pietre: “poiché la sassaiuola, invece di aver tregua, si infittiva, furono costretti a sparare dei colpi in aria a scopo intimidatorio che ebbero l’effetto voluto, producendo l’allontanamento degli assalitori” (5). Alcuni giovani, che secondo la relazione indossavano un fazzoletto rosso al collo, si erano recati in un’abitazione dal lato opposto della borgata da cui avevano estratto delle armi da un buco risalente all’occupazione tedesca: secondo una testimone, però, si sarebbe trattato di armi in avanzato stato di deterioramento. All’arrivo della celere, contro di essa sarebbero stati lanciati sassi e sparati colpi di arma da fuoco e sarebbero state fatte esplodere due bombe a mano. Gli agenti della celere, allora, spararono e, nel conflitto a fuoco, rimase ucciso Giuseppe Tanas, che secondo la relazione faceva parte del “gruppo di facinorosi che assalivano le forze di polizia” (6). Questa affermazione era supportata, nella relazione, dalle deposizioni di alcuni testimoni, in cui si affermava anche che Tanas e gli altri due feriti forse non erano stati colpiti dalla polizia: il ferimento dell’altro operaio, infatti, sarebbe stato:

addebitabile unicamente alla sua imprudenza per non essersi defilato, come fecero i suoi compagni […] al momento del trambusto, ai colpi della polizia. Si evince pure che il ferimento di Tanas Giuseppe, avvenuto nelle circostanze di cui sopra, e la sua conseguenze morte non è addebitabile alla Polizia, essendo egli stato colpito da proiettile di calibro 7,65, arma di cui gli Agenti operanti […] non erano affatto provvisti. Di conseguenza il ferimento del Tanas deve ritenersi dovuto a colpi d’arma da fuoco sparati dai facinorosi. È stato sopra dimostrato che il ferimento del bambino […] è stato dovuto a spari dei dimostranti”. (7)

Il questore, in questo modo, difese gli agenti che avevano sparato, assolvendoli da ogni colpa.
“Il Messaggero” non dedicò molto spazio agli eventi che avevano portato all’uccisione di Tanas:

Le forze di Polizia potevano così avere la via libera e raggiungere la piazza di Primavalle ove i dimostranti le accoglievano con un nuovo lancio di pietre. La Polizia ha nuovamente sparato in aria alcuni colpi. Per errore purtroppo alcuni proiettili raggiungevano tre persone, in via Borromeo, che cadevano al suolo ferite. Successivamente le forze di Polizia venivano concentrate nella piazza mentre intervenivano anche due plotoni del nucleo Celere al comando del tenente Giovanni Di Dio. Avvertito che alcuni dimostranti erano rimasti feriti il tenente ha voluto loro recare soccorso. […] L’ufficiale convinceva i dimostranti a far caricare sulla macchina i feriti. La «jeep» ripartiva lasciando a terra disarmato il tenente. A questo punto l’ufficiale fu circondato e colpito a randellate e pugni e solo l?intervento di altri agenti riusciva ad evitare il linciaggio. […] Gli altri feriti sono: l’operaio Giuseppe Tamas [sic] di Antonio di 24 anni, ricoverato in gravissimo stato per ferita d?arma da fuoco alla fronte; Cesidio Pellegrini di Donato di 25 anni, ferito alla coscia destra, guaribile in dieci giorni s.c.; Sergio Santocesario di Domenico di 11 anni, per ferita d?arma da fuoco all?avambraccio sinistro, guaribile in 15 giorni. […] Purtroppo però alle ore 22.55 di ieri sera il giovane operaio Giuseppe Tamas decedeva in seguito alla ferita riportata”. (8)

Il giorno successivo all’uccisione di Tanas, si ebbero ulteriori blocchi stradali nelle vie periferiche della città, oltre che un grande comizio a Primavalle a cui, secondo “l’Unità”, parteciparono alcune migliaia di persone (9). La Celere non intervenne, nonostante la manifestazione non fosse stata autorizzata.
La Camera del lavoro diramò un comunicato in un affermò che la popolazione di Primavalle, durante gli scontri del giorno precedente, non aveva lanciato bombe a mano contro la polizia (10). Le autorità, invece, si difesero dicendo che Tanas era stato colpito da un proiettile calibro 7,65, mentre la polizia in servizio quel giorno aveva solamente armi caricate con proiettili calibro 9, lasciando così intendere che fosse stato colpito da un colpo di pistola esploso dai dimostranti (11).
I funerali di Giuseppe Tanas si tennero l’8 dicembre: la sua bara fu portata da alcuni partigiani garibaldini e una folla di migliaia di persone partecipò alle esequie (12), anche lanciando garofani rossi dalla finestre lungo il percorso del corteo funebre (13).
L’11 dicembre 1947 iniziò a Roma uno sciopero generale a tempo indeterminato, in quanto le richieste fatte dalla Camera del lavoro al governo – un’inchiesta sui fatti del 5 dicembre; lo stanziamento di 10 miliardi per opere pubbliche nella provincia di Roma; una gratifica straordinaria natalizia per disoccupati e pensionati – non erano state accettate. All’interno della Cdl, votarono favorevolmente allo sciopero generale i 17 rappresentanti delle correnti comunista, socialista, repubblicana e socialdemocratica, negativamente i 3 rappresentanti democristiani, che nei giorni successivi invitarono esplicitamente al crumiraggio: era uno dei primi passi verso la scissione sindacale del luglio 1948 (14).

Note

(1) Acs, Mi, Gab, 1947, b. 144, f. 8910.
(2) Uomini e donne e bambini affamati e cenciosi sono usciti compatti dai tuguri della periferia, “l’Unità”, 5 dicembre 1947. Manifestazioni si ebbero anche a Ostia, cfr. Acs, Mi, Ps, Agr, 1947-48, b. 164, f. “Roma – Agitazioni Ostia”.
(3) I lavoratori romani esigono provvedimenti entro tre giorni, “l’Unità”, 6 dicembre 1947. molto
(4) Acs, Mi, Ps, Agr, 1947-48, b. 163, f. “Roma – Agitazioni disoccupati”, sottofascicolo “Incidenti avvenuti nella borgata di Primavalle”. Relazione del questore Pòlito del 3 gennaio 1948.
(5) Ibidem.
(6) Ibidem.
(7) Ibidem.
(8) Lo sciopero generale a Roma minacciato per mercoledì prossimo, “Il Messaggero”, 6 dicembre 1947. È significativo che il quotidiano abbia titolato sulla possibilità dello sciopero generale piuttosto che sugli incidenti e sul morto. L’aggressione a Di Dio è riportata anche nella relazione del Questore del 5 dicembre, in cui si legge che il comandante della Celere “toltosi il cinturone con la pistola, si portava avanti ai dimostranti con le mani in alto, nel fine di parlamentare e portare la calma ma veniva aggredito, preso in ostaggio, bastonato e ferito” (Acs, Mi, Ps, Agr, 1947-48, b. 163, f. “Roma – Agitazioni disoccupati”, sottofascicolo “Incidenti avvenuti nella borgata di Primavalle”. Relazione del questore Pòlito del 5 dicembre 1947). Molto duro fu invece l’intervento sul “Tempo”, in cui si accusò un quotidiano della sera di aver agitato il cadavere di Tanas “aizzando ancora all’odio gli sventurati che ritengono si possa, con le armi e con le devastazioni, porre riparo alle miserie umane” e di compiacersi del sangue versato. Questo quotidiano della sera avrebbe messo sotto accusa “gli sbirri di Scelba” che, invece, “Il Tempo” definì “umili tutori dello Stato, che, mal pagati, denutriti, cadono nell’adempimento del loro dovere, che assicura tranquillità ai cittadini. […] Questi “feroci” reazionari sono autentici figli del più sano popolo: prole di contadini e di operai, comandati da piccoli borghesi e borghesi, che hanno scelto la più misconosciuta e dolorosa delle carriere, forse la più misera e certo quella più irta di pericoli. Ma è attraverso il loro sacrificio che lo Stato esiste“. Pur riconoscendo la necessità di trovare un lavoro per i disoccupati, il giornalista si chiedeva retoricamente: “Sono i dimostranti spinti unicamente da motivi economici ovvero sono arsi dal microbo di dominio e di potenza, inoculato loro dagli agit-prop?” (Gli sbirri di Scelba, “Il Tempo”, 7 dicembre 1947).
(9) Un combattente del popolo caduto per l’emancipazione del popolo, “L’Unità”, 7 dicembre 1947.
(10) Domani avranno luogo i funerali del dimostrante ucciso nello scontro con la Polizia, “Il Messaggero”, 7 dicembre 1947.
(11) Il Tamas non fu ucciso da un proiettile calibro 9, “Il Messaggero”, 8 dicembre 1947.
(12) Il dato è della questura parlava di diecimila partecipanti ai funerali (Acs, Mi, Ps, Agr, 1947-48, b. 163, f. “Roma – Agitazioni disoccupati”, sottofascicolo “Incidenti avvenuti nella borgata di Primavalle”. Relazione del questore Pòlito del 3 gennaio 1948), quella dei carabinieri di quindicimila “di cui la metà organizzati politici e metà popolazione” (Acs, Mi, Gab, 1947, b. 144, f. 8910).
(13) Le solenni esequie alla salma dell’operaio ucciso a Primavalle, “Il Messaggero”, 9 dicembre 1947. La figura di Giuseppe Tanas ha assunto molte valenze simboliche: la squadra dilettantistica di calcio della borgata, ad esempio, assunse il nome di Tanas Primavalle e ancora oggi, dopo alcune fusioni, si chiama Tanas Casalotti. A livello di immaginario politico, invece, non si può non ricordare che, nel 1973, l’attentato contro l’abitazione del segretario della sezione di Primavalle del Movimento Sociale Italiano, in cui rimasero uccisi due dei suoi figli di dieci e ventidue anni, fu rivendicato da una sedicente Brigata Tanas.
(14) L. Russi, Dal «Patto di Roma» alla scissione sindacale (1944-1949), in Movimento operaio e organizzazione sindacale a Roma (1860-1960). Documenti per la storia della Camera del Lavoro, II, Editrice Sindacale Italiana, Roma 1976, p. 497.

(Ilenia Rossini)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...