Il bambino che si tagliò tutti i capelli

Dalle memorie di Don Mario Gadili (Mi sembra ieri quando …. Schegge di ricordi), dell’Opera don Calabria, una storia primavallina degli anni Settanta

“ll regista Luigi Comencini stava girando una serie di documentari televisivi per scovare e denuncìare situazioni di disagio dei bambini dal titolo l bambini e noi. Chiese di poter filmare la vita dei ragazzi di collegio. Accettai, pregandolo di non disturbare le normali attività scolastiche e l’orario di vita dell’Istituto.
Comencini iniziò con interviste ai ragazzi e con filmati nei diversi locali della casa. Poi, abbandonò il progetto iniziale e preferì rivolgere lo sguardo sulla triste realtà della borgata Primavalle.

Gíorgio V., il bulletto di Primavalle

Giorgio era un ragazzino mingherlino, vivace e ribelle, che si dava le arie da cattivo. ll regista Comencini, durante e riprese televisive nella zona di Primavalle, lo scovò con la macchina da presa, e lo seguì nelle sue movenze e momenti di vita nella borgata. Divenne il protagonista e il narratore, schietto e un po’ strafottente, della serie televisiva I bambini e noi (1970).
Attraverso questo bambino di undici anni, il regista frugò nei meandri della borgata, filmò la grande vasca del depuratore all’aria aperta, dove guazzavano liberi e indisturbatì certi topi da far paura. Qualche bambino si era già preso la leptospirosi.
Giorgio aveva i capelli lunghi e arruffati. Un giorno si presentò con i capelli ossigenati. Comencini lo bersagliò di domande e venne a sapere dal ragazzino che in una certa sala cinematografica della zona, venivano proiettati film il pomeriggio. Era un luogo ambiguo, frequentato da bambini e adulti di un certo tipo.
A quelli che hanno i capelli biondi danno più soldi“, disse Giorgio. E così venne allo scoperto questo ambiente frequentato da pedofili. I ragazzetti della borgata andavano in queste sale cinematografiche, sapendo di trovare questi individui che offrivano mance per prestazioni sessuali. I biondini erano prescelti e pagati meglio.
Giorgio, dopo il colloquio con il dott. Comencini, si vergognò di quello che aveva fatto. ll
giorno dopo si presentò con la testa rapata a zero.
Con tatto e intuito da esperto psicologo, il regista seguì il ragazzo nella sua vita familiare dove la mamma era sempre fuori di casa per lavorare e il papà era assente, perché dìviso dalla moglie.
Dopo averterminato il ciclo della scuola dell’obbligo, non riuscii ad agganciarlo alle attìvità sportive della “Maprilleva”. Un gìorno mi giunse una triste notizia. Mentre si trovava al mare, nella spiaggia di Ostia, Giorgio volle fare ìl bagno subito dopo aver mangiato e si allontanò dalla riva. Un malore improvviso e Giorgio annegò. Un’altra vittima precoce di situazioni sociali e familìari dolorose.
Quando il regista seppe la notizia rimase visibilmente scosso”.

Qui di seguito due video tratti dal film di Comencini ambientati a Primavalle: Giorgio appare in entrambi.

(g.c.)

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