Terzo mondo sotto casa (Primavalle 1970)

il

Terzo mondo sotto casa è un film misconosciuto di Giuseppe Ferrara (1970; consulenza e commento di Franco Ferrarotti) sulla vita dei baraccati alle periferia di Roma.
Oggi appare datato nella polemica, ma egualmente significativo nel rappresentare le condizioni degli abitanti fra la precarietà di lamiere ondulate e brandelli di cartoni, ceramiche raccogliticce, schegge di costruzioni, larghe distese di rifiuti.
A metà degli anni Venti gli urbanisti fascisti usarono l’espressione “villaggi abissini” per definire gli indesiderati agglomerati di baracche; nel 1970, a quasi mezzo secolo di distanza, la sinistra comunista, nella sua polemica antigovernativa, ricorse ad affermazioni similari: “Dieta e igiene, i due cardini d’una vita civile, sono qui a livello africano“.
Nel 2018 i livelli africani non sono scomparsi: si applicano ad altre situazioni sociali, però.
Primavalle appare in diversi scorci del cortometraggio: in una bella panoramica iniziale possiamo ammirare il dormitorio, i muri sfaldati e calcinati, e l’intatto contorno del filo spinato.

Terzo mondo sotto casa 1

Terzo mondo sotto casa 2

Terzo mondo sotto casa 3

(g.c.)

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