La scuola di Ottavia e la baronessa ebrea (Lia Lumbroso Besso)

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Da precisa richiesta di una lettrice ho fatto qualche ricerca sulla scuola per l’infanzia “L.L. Besso” a via Casal del Marmo 118, poco dopo via Tarsia, nella popolosa borgata Ottavia.
Sono veloci notazioni che ognuno, se vuole, potrà approfondire.
A interessarmi è stata sia la storia della struttura scolastica sia il nome (L.L. Besso) che la definisce.
Partiamo dalla prima.
Essa risale ai primi anni Venti. La società che la eresse fu assai probabilmente la “Cooperativa Anonima Parva Domus”, nel quadro di una serie di edificazioni lungo via della Stazione Ottavia che diedero il via alla borgata storica.
La studiosa Nella Eramo, nella monografia dedicata ai mutui concessi dal Ministero per l’Agricoltura per la bonifica della campagna romana, ci informa:

Diverse società cooperative furono costituite con lo scopo di edificare borgate ai sensi delle leggi del 1910 e del 1919. Società come … la ‘Parva Domus’ [sorta] … nel giugno 1919 … domandò al Ministero dell’Agricoltura l’autorizzazione per i nuovi centri e l’ammissione ai mutui di favore previsti dalla legge. La ‘Parva Domus’ chiese, in un primo momento, l’espropriazione per pubblica utilità dei terreni ritenuti adatti allo scopo. Si trattava di una zona della tenuta di Casal del Marmo, sulla via Trionfale. La società ne divenne proprietaria nel novembre del 1920. La località era stata scelta perché assommava diversi requisiti, dalla fertilità del terreno alla facilità delle comunicazioni dovuta alla vicinanza della via Trionfale e della ferrovia Roma-Viterbo, alle possibilità di irrigazione offerte dall’acquedotto Paolo. La fornitura dell’acqua potabile fu assicurata inglobando l’area del bacino idrico della limitrofa tenuta Sepoltura di Nerone, anch’essa acquistata dalla società. Per la realizzazione del primo nucleo di quella che sarebbe divenuta la borgata Ottavia … il Ministero concesse un finanziamento di Lire 2.500.000“.

Il mutuo venne concesso il 25 novembre 1921.
Iniziò subito l’urbanizzazione con una serie di villini lungo via della Stazione Ottavia, in parte ancora superstiti (nell’immagine 3 un villino del 1928).
Fra tali edificazioni vi fu sicuramente l’edificio che accoglie oggi l’attuale scuola per l’infanzia.
A riprova di ciò possiamo citare la deliberazione 4140 del 22 giugno 1928 del Governatorato di Roma con cui si approva il “rinnovo contratto in locazione della scuola alla borgata Ottavia di proprietà della ‘Cooperativa Parva Domus’ in liquidazione“.
Assai plausibile, quindi, che, trattandosi di un rinnovo, tale locazione risalisse ai primi tempi della borgata e riguardasse proprio l’attuale edificio della “L.L. Besso”; nell’ambito dell’urbanizzazione locale fu probabilmente previsto un edificio scolastico poi concesso in affitto dalla cooperativa per assorbire i numerosi bambini che andavano popolando la zona sin dal 1921.
La ‘Parva Domus’, considerata in liquidazione poiché non in grado di restituire i mutui al Ministero dell’Agricoltura, sopravvisse probabilmente ancor per molti anni visto che la si nota attiva anche nel 1940.
Sembra quindi plausibile che il nostro edificio assolva da un secolo tondo tondo la funzione di scuola a Ottavia (da notare che il nome Ottavia viene dalla scoperta dell’ipogeo della gens Octavia avvenuto proprio nel 1922, quando la “Parva Domus” operava nella zona).
Ancora più interessante il nome della scuola.
L.L. Besso sta, innanzitutto, per Lia Lumbroso Besso (Natalia Lumbroso Besso).
Una breve biografia di tale personaggio è delineata nel libro di Robert Aleksander Maryks Pouring Jewish water into Fascist wine, 2012; il titolo può tradursi come: “Versando acqua ebraica nel vino fascista“) e allude, come vedremo, alle vicende delle famiglie ebree Besso e Lumbroso che ebbero commerci col Regime Fascista.
Alle pagine 147-151 del libro di Maryks leggiamo (traduco e rielaboro sinteticamente dall’inglese):

Lia Lumbroso Besso fu figlia di Marco Besso, ebreo d’origine spagnola, finanziatore di Giuseppe Garibaldi, e di Ernesta Pesaro Maurogonato, figlia del senatore Isacco Maurogonato-Pesaro, ebreo veneziano membro d’una famiglia stanziatasi in Laguna sin dal 1462.
Lia Besso sposò il barone torinese Alberto Emanuele Lumbroso, anch’egli ebreo, volontario della Prima Guerra Mondiale, storico e direttore trentennale della “Rivista di Roma”.
Alberto Emanuele era figlio del professor Giacomo Lumbroso e nipote di Abramo (Abraham) Lumbroso, medico, che ricevette il titolo di barone dal re Vittorio Emanuele II per i suoi servigi durante l’epidemia di colera di Tunisi (avvenuta nel 1885).
Lia Lumbroso Besso e Alberto Emanuele si sposarono nel 1901 con rito cattolico.
Dalla loro unione nacquero Maria Letizia, Ortensia e Giacomo Gabriele. Quest’ultimo, battezzato nel 1912 a San Giovanni in Laterano, ebbe quale padrino il poeta Gabriele D’Annunzio e come madrina la regina Margherita di Savoia.
Sia D’Annunzio che Margherita di Savoia sono noti a chi segue Primavalle in Rete: D’Annunzio fu devoto alla Pineta Sacchetti (le dedicò alcuni bei versi oltre ad offrirle la sua presenza durante le cacce alla volpe organizzate dal principe Torlonia nel 1897); Margherita di Savoia, invece, s’interessò alle prime sorti delle Suore Calasanziane tanto che un suo disegno dei casali di Primavalle (ove sarebbe sorta l’Oasi Celestina Donati) può ancora ammirarsi alle pareti della scuola in via delle Calasanziane, davanti l’Ospedale Cristo Re.
Giacomo Gabriele aderì dapprima all’Opera Nazionale Balilla e, più tardi, alla Gioventù Universitaria Fascista (GUF) per entrare, poi, a diciotto anni, nel Partito Nazionale Fascista.
Le scelte del figlio si spiegano con quelle familiari. Lia Lumbroso Besso, infatti, fu una fascista della prima ora (al pari della zia Amalia Besso), sin dai tempi della Marcia su Roma, nel 1922. Al tempo ella guidava “con spirito fascista” la Fondazione Ernesta Besso (oggi Fondazione Marco Besso; Ernesta Besso era la mamma di Lia) dedita all’educazione e all’emancipazione delle donne tanto da venir riconosciuta, per tale ruolo ammirevole, dal Ministero dell’Educazione Fascista.
La locuzione “con spirito fascista” è della stessa Lia Lumbroso Besso che vuole così evidenziare la piena adesione al Regime nella richiesta di “arianizzazione” del figlio Giacomo Gabriele.
Tale richiesta venne rese necessaria dalla promulgazione delle leggi razziali del 1938 che limitavano fortemente la vita civile degli individui di razza ebraica. L’ebrea Lia, quindi, moglie di un ebreo, benché devota al Regime, fu costretta a richiedere per il figlio Giacomo Gabriele l’arianizzazione e la dispensa dalle leggi razziali (in virtù anche delle benemerenze familiari a favore della nazione italiana). Nonostante la richiesta fosse supportata dal Ministro degli Interni Buffarini Guidi, essa fu rigettata dalla Commissione Demorazza (Direzione Generale per la Demografia e la Razza) proprio a causa dell’appartenenza alla razza ebraica di entrambi i genitori, ritenuta una causa insormontabile.
Difficile appurare la biografia della famiglia Besso-Lumbroso dopo il 1938.
Giacomo Gabriele si sposò ed ebbe una figlia, nel 1948.
Sia la baronessa Lia Lumbrosso Besso che il figlio risiedevano, almeno sin alla fine degli anni Trenta, in via del Casale di San Pio V 2, nei pressi del vicolo del Gelsomino.

(g.c.)

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