Il fontanile di Pio IX (1866): com’era, com’è. Come morirà?

Claudio Patrizi ha attirato la mia attenzione sulle condizioni di questo bel manufatto del nostro Ottocento, dimenticato al limitare della via Trionfale, nei pressi del forte omonimo.
In una delle sue passeggiate in bicicletta vi si è recato e ha scattato qualche foto commentando:

Una vergogna tutta romana. In altri paesi, un manufatto del 1866 sarebbe valorizzato e magari bisognerebbe anche pagare un biglietto per vederlo. Qui, ci manca che dalla giungla escano i cobra. Che schifo“.

Purtroppo è così.
Il nostro fontanile, costruito da Papa Pio IX (pontefice dal 1846 al 1878), prendeva acqua dall’acquedotto Traiano-Paolo all’altezza del Policlinico Gemelli a favore del piccolo borgo di campagna sorto attorno alla chiesa di San Francesco a Monte Mario (denominato borgo clementino dal nome di Papa Clemente XI – pontefice dal 1700 al 1721 – quello della piazzetta di Primavalle, per intenderci).

1866

2022

Prendeva o meglio “captava” acqua … dato che ora non solo è in secca, ma in una rovina quasi irrimediabile, sbriciolato e sbrecciato, già vandalizzato e adesso occupato da un poveretto che l’ha eletto a monolocale di fortuna … almeno serve a qualcosa … attorno lo accerchiano alti pratoni di erbacce; immondizie di ogni tipo ne sporcano i due accessi.
Ritornare alla pulizia architettonica della prima immagine pare un miracolo, assai lontano.
Da decenni e decenni si vocifera di un recupero … che sicuramente ci sarà (c’è sempre un recupero nei dintorni delle elezioni) … e quando vi sarà questo recupero “sicuro”, anzi “sicurissimo”? Quando la mezza dozzina di enti preposti al suddetto recupero toglieranno le tazzine di caffè da sopra gli incartamenti? Oppure prima? Magari dopo? Chi lo sa.
Certe volte arrivo ad augurarmi, per paradosso, che alcune cose lasciateci in eredità da un tempo più razionale e felice vengano rase al suolo; meglio la sparizione che vederle ridotte così: sofferenti, intristite, col respiro pesante come un vecchio animale – un tempo tanto amato! – e ora in punto di morte.

(g.c.)

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